in "ToscanaOggi" n. 40 14.11.1999    via de' Pucci, 2 - 50122 Firenze

Droga in discoteca: un allarme tardivo dopo il tempo perso sulla legalizzazione

di Bruno Frediani (presidente dei Ceis di Lucca)

Tutti riconoscono, ormai, che si è troppo minimizzato i rischi rappresentati dalle nuove droghe, in particolare dell'ectasy. Si è affermato spesso che non è una vera e propria droga, che gli effetti non possono essere nemmeno paragonati a quelli delle droghe tradizionali come l'eroina, la cocaina e gli acidi. Quanti hanno cercato di dare l'allarme sono stati tacciati di esagerati, ideologicamente prevenuti; si è detto che le loro affermazioni non erano provate da casi concreti. Ora, forse perché si pensa che il numero delle vittime delle nuove droghe sia sufficiente, è stato lanciato l'allarme: le forze dell'ordine hanno sequestrato in pochi giorni tante pasticche quante non ne avevano mai sequestrate negli anni passati. Ora l'allarme ha raggiunto le istituzioni dello Stato e della società, grazie anche ai mezzi di comunicazione sociale che finora non hanno tenuto in grande considerazione l'argomento.

Finora si era troppo impegnati a discutere se liberalizzare o legalizzare le droghe; una discussione vecchia che non ha permesso di studiare seriamente i nuovi fenomeni di tossicodipendenza, rispetto ai quali arriviamo ancora una volta troppo tardi. Il problema delle droghe mette in risalto le incoerenze della nostra cultura e della nostra politica.

Il numero dei giovani, nelle nostre società, considerate «avanzate» diminuisce, ma i locali per i giovani e per il loro tempo libero, pub, discoteche, sale-giochi, ecc., stanno aumentando; come garantire a tutti un guadagno in aumento? È chiaro: si devono aumentare le opportunità e i tempi di «consumo». Se un tempo la discoteca impegnava tra le ventuno e le ventiquattro, ora questo orario corrisponde alla preparazione, da passare in un bar o in un pub dove si beve, per andare in discoteca dalle ventiquattro alle sei del mattino, salvo, una volta usciti dalla prima, entrare in una seconda che sta aperta dalle sei fino alle dodici del mattino. Quei giovani che riescono a resistere più a lungo, sono i più forti e i più bravi. E per raggiungere questo livello si tenta tutto. La musica, le luci, ritmi, le ore sono snervanti: le risorse, personali non sono sufficienti, bisogna aiutarsi. Le nuove droghe sono nate esclusivamente per questo: aiutare i giovani a raggiungere il modello che si propone e a reggere lo stress e la stanchezza che questo impegno comporta. Sono droghe tendenti all'adattamento. Le nuove droghe sono finalizzate esclusivamente a gestire i ritmi del finesettimana e le esibizioni delle discoteche. Le ricerche sugli incidenti sui posti di lavoro dicono da tempo che questi accadono in altissima percentuale nel primo e nel secondo giorno della settimana, ma non si cerca di capire il perché, o, se lo si intuisce, si preferisce tacerlo. I numeri di incidenti stradali del sabato e della domenica hanno fatto notizia per varie settimane durante l'estate, ma essi non sono causati solo dal grande traffico legato alle vacanze.

Quando si dice ecstasy si parla di realtà di varie sostanze, tutte prodotte in laboratorio. La più importante è l'Msma, un derivato dell'anfetamina. Si trova in giro in pasticche colorate, di forme differenti e non si sa mai con precisione che cosa c'è dentro. Agisce soprattutto su quella parte del cervello che comanda sull'umore, sul sonno e sull'appetito. Chi la usa cerca una via veloce per emozioni forti, parole fluenti e rapporti facili con tutti, specie con l'altro sesso. Ma subito l'ecstasy fa battere il cuore più velocemente, rende la bocca arida e tende i muscoli della faccia, alza la temperatura corporea e la pressione del sangue. Mescolata con alcolici, aumenta gli effetti e i rischi. È come chiedere ad un motorino cinquanta le prestazioni di una moto di alta cilindrata: se truccato, inizialmente dà l'impressione di prestazioni assai più elevate, ma poi, col tempo, si deteriora e si consuma molto più velocemente e spesso si guasta improvvisamente e irrimediabilmente. Così è dell'organismo di colui che consuma l'ecstasy.

È difficile trovare una soluzione a questi problemi: ci vorrebbe il coraggio di mettere in discussione le strutture e le istituzioni dello Stato e i valori, gli stili i modelli della società. Stato e società non possono pensare di trovare soluzioni adeguate ai problemi delle droghe, se non modificandosi radicalmente dal loro interno. E' la cultura tendente a dipendere e a far dipendere che deve essere smantellata, andando ad incidere nel sistema dei consumi, in quello dell'informazione e della cultura, in quello dell'educazione e del tempo libero.

Non si può ridurre la questione solo alla legalizzazione e liberalizzazione, rispetto alla proibizione e alla repressione. Il problema delle droghe deve essere affrontato all'interno di un quadro di riferimento culturale più ampio, che va a mettere in discussione anche gangli della nostra società finora ritenuti intoccabili. Se non avremo questo coraggio, la prevenzione, il recupero, la repressione, la liberalizzazione saranno sempre operazioni di piccolo calibro che andranno a scalfire in maniera poco determinante il sistema.