FORZE ARMATE

Soldatessa semplice
Un posto su tre anche nella truppa

Anticipata di un anno la decisione

di Carlo Lania   in: "IL TIRRENO"   8 febbraio 2000

ROMA. Il Duemila segnerà l’ingresso delle donne soldato anche nella truppa, tra i volontari in ferma breve per l’Esercito, con un anno di anticipo rispetto ai tempi fissati originariamente dal governo. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa Sergio Mattarella
La notizia della scelta di anticipare l’ingresso delle donne anche ai livelli bassi nelle forze armate è contenuta nella risposta del ministro al presidente della commissione Difesa della Camera Valdo Spini che, in una lettera, nei giorni scorsi gli aveva chiesto di valutare la possibilità di cominciare da subito il reclutamento delle donne anche per il personale volontario in ferma breve.
Ieri la risposta dal ministero della Difesa, che è stata positiva anche grazie al minor numero di adesioni maschili ricevute fino a oggi: «Ho fatto condurre un esame della sua proposta - ha scritto Mattarella - ed è emerso che esiste la possibilità di estendere anche al personale femminile gli arruolamenti straordinari dei volontari in ferma breve dell’Esercito che verranno banditi quest’anno per ripianare specifiche carenze organiche, assicurando alle giovani aspiranti una percentuale massima di disponibilità fino al 80%».

Immediata la risposta di Valdo Spini: l’apertura alle donne soldato anche tra i militari di truppa, «testimonia il successo della legge che istituisce il servizio militare femminile e potrà contribuire alla riuscita di un’altra legge, quella per l’abolizione della leva e la professionalizzazione delle forze armate, di cui parleremo domani (oggi per chi legge, ndr) in Commissione». Secondo il presidente della commissione Difesa, «le difficoltà che si sono avute nel reperire un numero di volontari adeguato, potranno essere superate anche con l’apertura alle donne nella truppa. Adesso, senza aspettare i due anni previsti».
Il soldato Jane versione italiana potrà dunque entrare nelle caserme normali con notevole anticipo rispetto al previsto. La legge che ha aperto alle donne soldato, infatti, consente per il Duemila soltanto la partecipazione ai concorsi delle Accademie, riservati alle candidate in possesso di un diploma e alle vincitrici dei concorsi a chiamata diretta, riservati alle laureate.

Una possibilità che ha attratto fin da subito numerose aspiranti, tanto che al concorso per l’ammissione di 155 allievi della prima classe dell’Accademia navale di Livorno il maggior numero di domande presentate porta in calce proprio la firma di una donna.
L’arruolamento nella truppa era stato invece fissato inizialmente per il 2001/2002, forse contando su un maggiore adesione da parte dei giovani alla ferma breve volontaria nell’Esercito.

Il poco entusiasmo dimostrato dagli uomini consente così di aprire in anticipo le porte delle caserme alle donne, che per essere ammesse avranno bisogno del solo diploma di scuola media. La marcia di avvicinamento tra i sessi procede così a passo di carica. E le donne soldato-semplice sono solo l’ultima novità. Pochi giorni fa infatti, con un decreto legislativo, il governo si è preoccupato di garantire la carriera anche alle cadette che dovessero restare incinte mentre frequentano l’Accademia, dando loro la possibilità di sposarsi in deroga ai termini.


«Ci chiamano perché ci sono pochi maschi»

ROMA. «È proprio una bella notizia. Così, fin da quest’anno potranno vestire la divisa non solo le ragazze laureate che puntano alle accademie, ma anche chi ha abbandonato gli studi prima e vuole fare la volontaria di truppa». Non nasconde la sua soddisfazione Debora Corbi - presidente dell’Anados, l’associazione aspiranti donne soldato - per la lettera del ministro della Difesa, Sergio Mattarella. Ma c’è un ma: «L’unico peccato - osserva - è che si arriva a questo passo perchè ci si è accorti che gli arruolamenti maschili potevano non bastare a coprire tutti i posti disponibili. Altrimenti, avremmo dovuto aspettare un po’ di più. Ma siamo abituate a fare pressione».