Piccoli ordigni crescono

di  Franco Carlini    in:  "il Manifesto" 31 maggio 1998

Quelle foto hanno fatto il giro dei mondo e sono particolarmente tristi. Mostrano infatti degli ''scienziati'' indiani con le dita a V, nel segno di vittoria, dopo il successo dei loro cinque test nucleari dell' 11 maggio. Sono allegri K. Santhanam, Rajgopala Chidambam e Abdul Kalam, in sintonia del resto con i sondaggi, secondo i quali il 91 per cento della popolazione indiana approva gli esperimenti. I ricordi tomano ai giorni di Los Alamos, quando gli Stati Uniti fecero esplodere il loro prima ordigno nucleare nel deserto del New Mexico. Anche allora ci fu chi brindo' incosciente, ma molti di loro, dicono le testimonianze, ne tornarono sconvolti. Ma allora, almeno c'era I’incubo nazista e il timore che Hitler arrivasse alla bomba atomica prima di tutti motivava quelle ricerche.

A tre settimane di distanza restano comunque molti interrogativi sui test indiani condotti nel deserta di Thar: sarebbero state tre esplosioni simultanee il primo giorno e altre due 48 ore dopo. Le prime erano una testata termonucleare, una a fissione e una terza a ''bassa resa''. Il sistema di monitoraggio internazionaie di Arlington in Virginia ha raccolto i dati e valuta che il totale sia stato equivalente a 25 kiloton, mentre gli ''scienziati'' indiani parlano di 45. Quanto alle due esplosioni del 13 maggio, nessun sismografo le ha potute rilevare, probabilmente perche' piuttosto piccole. E questo purtroppo conferma quanto siano poco sicuri i controlli internazionali per il rispetto del trattato sul bando dei test nucleari, che peraltro I'India non ha mai sottoscritto.

In diversi dubitano anche della veridicita' delle notizie rilasciate dagli scienziati indiani: effettuare tre esplosioni simultanee e' piu' economico (anche gli Stati Uniti I'hanno fatto in passato), ma e' piu' complicato e certo meno utile: infatti quella degli ordigni nucleari e' in larga misura una scienza poco esatta e uno dei motivi per cui gli esperimenti vengono fatti e che solo in questo mondo si puo' verificare la potenza emessa. Ma se le esplosioni sono contemporanee, separare i dati e le rilevazioni non e' semplice. Un relativo mistero copre anche il contenuto delle bombe. Su questo i vittoriosi scienziati indiani hanna tenuto il riserbo, dicendo soltanto che era materiale ''indigeno'', prodotto in casa. Le ipotesi
che si fanno parlano di plutonio per le due bombe piu grandi e di uranio arricchito per quella a bassa resa. Ma esistono diverse altre opzioni tecniche: I'esplosione termonucleare potrebbe essere stata ottenuta con una combinazione di litio e trizio; gli Stati Uniti in passato hanno usato litio e deuterio.

La segretezza del resto fa parte dell'orribile gioco nucleare: dal punto di vista politico e simbolico ogni paese preferisce lasciar intendere di essere molto avanzato, si' da accreditarsi come veramente temibile, anche quando gli ordigni sono piuttosto rudimentali.