L'ACCADEMIA NAVALE SI TINGE SEMPRE PIU' DI ROSA

Le ragazze ancora in testa per il numero di domande
Primo appello a fine marzo per maschi e femmine

di Elisabetta Arrighi in "IL TIRRENO" 8 febbraio 2000

LIVORNO. Solo nel fine settimana, di domande, ne sono arrivate oltre 600. E cosi la quota ha superato abbondantemente le duemila unità. Ma non è finita: le domande spedite per posta (con ricevuta di ritorno) continueranno ad essere consegnate al posto di guardia in Accademia almeno per altri tre-quattro giorni. Le cifre definitive, quindi, si dovrebbero poter conoscere non prima della fine di questa settimana. Ma una cosa è certa: alle ragazze italiane la carriera militare piace. Per la prima volta, dopo anni e anni di discussioni e di rinvii, anche l’Italia (ultimo fra i Paesi Nato) ha aperto i cancelli delle caserme alle giovani donne. E finora le firme femminili in calce alla domanda di ammissione all’Accademia navale sono circa il 55%, contro il 45% di quelle maschili. Solo il prossimo 17 marzo si conoscerà però la quota femminile che potrà essere ammessa: si parla di un numero di donne allieve che dovrebbe oscillare fra 20 e 24 unità.

In queste ore in Accademia, ufficio concorsi, stanno arrivando le domande che portano il timbro postale del 1º e 2 febbraio. Il personale sta registrando le buste mano a mano che arrivano e queste operazioni, come accennato, dovrebbero proseguire sino alla fine della settimana. Alle 17 del 1º febbraio le domande ufîicialmente registrate erano 1.762 (dato fornito a Roma): 929 erano di ragazze, 833 di uomini. Lo scorso anno, a chiusura, le domande presentate furono 2.582.

Il bando per l’anno accademico 2000-2001 è scaduto nel corso dell’ultimo weekend, ma in Accademia navale – dove i posti complessivi a disposizone sono 155 (Stato maggiore, Corpi tecnici, Capitanerie di porto e Commissariato) – stanno profilandosi altri weekend «di fuoco». Infatti, da ora all’inizio dell’autunno, i futuri allievi saranno sottoposti ad un tour de force. Per il momento non sono previsti stage femminili all’«università del mare»: cosi hanno riferito a San Jacopo, aggiungendo che comunque non c’è alcuna difficoltà a farli se da Roma arriveranno disposizioni in tal senso. Di stage dedicati alle ragazze, per il momento, ne sono stati fatti alcuni nelle caserme dell’Esercito: ultimo «esperimento» quello di pochi giorni fa a Bologna, dove erano presenti giovani donne molto determinate a intraprendere la carriera con le stellette.

Ma torniamo in Accademia e in Marina. Il concorso per l’ammissione ai corsi normali (che durano cinque anni, che portano alla laurea e che fanno uscire gli allievi con il grado di guardiamarina), una volta determinata la quota dedicata alle donne (il regolamento sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufîiciale del 17 marzo prossimo), vedrà la sua prima tappa importante non a Livorno, ma ad Ancona. Sarà nella città marchigiana, come avviene già da qualche anno, che gli aspiranti futuri ufficiali tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile effettueranno una serie di preselezioni basate su test di cultura generale e matematici. A maggio, invece, l’appuntamento sarà con la prova scritta di italiano. Poi tutto tranquillo fino al 16 agosto. Quel giorno, infatti, mentre le navi scuola saranno ancora in giro per il mondo per la campagna estiva di addestramento, il primo gruppo di circa 60 giovani varcherà i cancelli di San Jacopo per proseguire le prove: secondo programma di test e visite mediche.

«Sarà quello, senz’altro, il primo vero impatto per le ragazze che vogliono frequentare i corsi dell’Accademia – spiega un ufficiale – Infatti i gruppi resteranno a turno a San Jacopo per una decina di giorni e, con la divisa bianca senza stellette, ragazzi e ragazze saranno tutti in fila, tutti eguali, tutti sottoposti alle stesse prove ed alla stessa organizzazione». I posti a disposizione per il concorso di quest’anno, come accennato, sono 155 così suddivisi: 70 per lo Stato maggiore, 40 per i Corpi tecnici (armi e genio navale), 45 per il settore giuridico amministrativo (cioè Capitanerie e Commissariato, due specializzazioni che sono state ammesse in Accademia come corsi normali a partire dallo scorso autunno).

A San Jacopo, comunque, tutto è pronto da tempo per accogliere le ragazze. «Nessun problema – hanno sempre affermato al comando – basta naturalmente che ci sia una legge ad hoc». E la legge, alla fine, è arrivata con la riforma globale della leva che ha appunto aperto le porte delle caserme ai cittadini italiani di sesso femminile.

Il caso Bussani, ragazza di Trieste, è lontanissimo nel tempo. Correvano i primi anni ottanta quando la giovane, proveniente da studi nautici, presentò domanda in Accademia: voleva diventare ufficiale della Marina militare. Le risposero di no, e nonostante i ricorsi il no fu ribadito da giudici e politici. Come no fu risposto alla livornese Ariella, che qualche anno fa voleva diventare carabiniere. Con l'arrivo del 2000 la "rivoluzione" al femminile sta modificando il volto delle Forze Armate Italiane.

I NUMERI

A Pozzuoli «solo» il 43%

LIVORNO. Non solo per l’Accademia di Livorno, ma anche per quelle dell’Esercito di Modena e Aeronautica di Pozzuoli la data chiave sarà quella del 17 marzo, quando la Gazzetta Ufficiale renderà noto il numero delle donne che potranno essere ammesse ai concorsi. Come abbiamo visto, per quanto riguarda la Marina e l’Accademia navale le aspiranti ragazze sono in netta maggioranza. Anche per l’Accademia di Modena le ragazze, seppure di misura, sembrano battere i maschi: alla data del 1º febbraio le domande arrivate erano già seimila. A Pozzuoli, dove ha sede l’Accademia aeronautica, il 1º febbraio erano arrivate poco più di 4.800 domande: il 43 per cento presentate da donne. I posti disponibili a Pozzuoli sono 136. (e.a.)

La Marina vuole almeno 161 centimetri

LIVORNO. Non è stata issata la quota femminile (potrebbe essere del 20%) e non sono stati ancora fissati neppure i requisiti fisici. Una cosa è comunque certa: in alcune caserme si sta già pensando a come attrezzarsi per poter garantire, ad esempio, assistenza medica specifica, quale quella ginecologica. In ambienti del ministero della Difesa si vocifera che per l’Esercito e la Marina l’altezza minima delle ragazze dovrebbe essere fissata in un metro e 61 centimetri, mentre un metro e 65 dovrebbe essere quella minima per l’Aeronautica. A Pozzuoli, fra l’altro, chi entra in Accademia e vuole fare il pilota deve sottostare anche ad un requisito di altezza massima: non più di un metro e 90. Ci sarà anche per le ragazze? (e.a.)